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Avviare una attività imprenditoriale: tipologie di società

 

Un’impresa straniera che decide di approcciare al mercato italiano, può farlo in tre diversi modi: aprendo una sede secondaria (comunemente denominata branch), un ufficio di rappresentanza, o una nuova società. In tutti e tre i casi la nuova realtà dovrà essere iscritta al registro delle imprese della Camera di Commercio di zona (per competenza provinciale) e richiedere l’apertura di un codice fiscale, acquistando pertanto personalità giuridica. Con questa procedura la società, indipendentemente dal fatto che sia emanazione di una società straniera o completamente controllata da una casa madre straniera, potrà essere considerata a tutti gli effetti una realtà italiana, e pertanto potrà beneficiare di tutte le forme di incentivi e finanziamenti presenti sul territorio nazionale, regionale o provinciale.

In Italia non esistono limiti all’ingresso di capitale straniero sul mercato locale, per cui qualsiasi investitore straniero o titolare di impresa che decide di approcciare a tale mercato, è libero di poter operare purché in possesso dei requisiti necessari per ogni specifico settore.

Esistono tuttavia alcune limitazioni per quanto riguarda la percentuale di capitale straniero che ciascuna società può avere (Es: società costituita da un cittadino italiano che possiede il 20% delle quote e un cittadino straniero che possiede l’80% delle quote). Tali limitazioni sono solo per alcuni paesi e alcuni settori e vanno verificate al momento dell’apertura della società. Responsabile delle condizioni di reciprocità, che sono valide a livello nazionale, è il Ministero degli Affari Esteri.

Resta inteso che, nel caso di apertura di una società sul territorio italiano da parte di azienda straniera, indipendentemente dalla quota di capitale italiano (necessaria o meno), sarà comunque necessaria una rappresentanza legale stabile, che può essere esercitata da un cittadino italiano o comunitario, o eventualmente cittadino straniero con regolare permesso di soggiorno.

Questo significa che il titolare di un’impresa italiana, inteso come proprietario dell’intero capitale sociale, può anche non avere un permesso di soggiorno per entrare in Italia: sarà sufficiente che la società abbia un rappresentante legale con i requisiti sopra citati.

 

In Italia le tipologie di società costituibili si dividono in società di capitale e in società di persone. Il capitale sociale (detto anche capitale di rischio) è la più importante distinzione tra società di persone e società di capitale. Mentre nelle società di persone i soci contribuiscono al valore della società con i beni appartenenti alle persone fisica, e in caso di obbligazioni sociali (fallimento, liquidazione, ecc.) rispondono in modo illimitato con i propri beni personali, nella società di capitale la responsabilità dei soci è limitata al valore del capitale da essi versato (azionisti nel caso di una società per azioni, soci semplici nel caso di una s.r.l. o altra forma di società di capitale). 

E’ detto anche capitale di rischio perché, in caso cessazione dell’attività, tutte le passività vengono liquidate (secondo il grado di privilegio) utilizzando il patrimonio utile della società (se esiste) e il capitale sociale.

Nel caso di società di capitale con socio unico, il capitale sociale deve essere versato interamente all’atto della sottoscrizione della società (apertura conto corrente bancario). In caso di società con più soci esso deve essere versata nella misura minima del 25% dello stesso.

Il capitale sociale minimo di una società deve essere di € 10.000,00, e superata la soglia dei € 120.000,00 la società è obbligata ad avere al suo interno un Collegio di Revisione dei Conti. Tale cifra comunque non indica un costo vivo per la società in fase di start-up dell’azienda. Se pure i soci siano obbligati al versamento del capitale come sopra indicato, tale somma di denaro può comunque essere utilizzata per la gestione ordinaria della società, con la consapevolezza che in caso di liquidazione o fallimento della stessa, tale cifra dovrà essere messa a disposizione dei soci per il risanamento dei debiti.

Una nuova società che viene creata in Italia (sia essa composta da soci stranieri o soci italiani o misti) non ha alcun limite rispetto al nome da poter adottare (ad eccezione che si tratti di una società di persone, per le quali la ragione sociale della società deve contenere il nome di uno o più soci), a patto che tale nome non sia già stato adottato in maniera identica da un’altra società, o a patto che altre società non abbiano depositato un marchio che tuteli il loro nome e la loro immagine.

 

Le società hanno il diritto di tutelare le proprie invenzioni (brevetti) o il proprio nome e la propria immagine tramite il deposito di marchi e/o brevetti presso la Camera di Commercio di zona.

Esistono a tale proposito banche dati nazionali, europee e internazionali che consentono di poter verificare eventuali similitudini tra i marchi che si intende depositare e altri marchi depositati precedentemente, e eventuali invenzioni brevettate in precedenza che possano avere connessioni con le proprie invenzioni.

Per tale materia è competente l’Ufficio Marchi e Brevetti della Camera di Commercio di Milano, e tutte le informazioni in merito sono consultabili al link: http://www.mi.camcom.it/show.jsp?page=40811 

 

A partire dal 1° Aprile 2010 la Camera di Commercio di Milano ha creato il nuovo sistema “COMUNICA” (http://wiki.mi.camcom.it/index.php/Wiki_Comunicazione_Unica) grazie al quale è possibile aprire un’impresa con un sistema di Comunicazione Unica. In altre parole è sufficiente consegnare al Registro delle Imprese, tramite l’apposito sistema, tutti i documenti relativi alla società, ivi compresi quelli destinati a INPS (Istituto Nazionale di Previdenza Sociale www.inps.it), INAIL (Istituto Nazionale Infortuni sul Lavoro www.inail.it) e Agenzia delle Entrate (codice fiscale e partita i.v.a., www.agenziaentrate.it). Il Registro delle Imprese si farà carico di gestire tutta la pratica e di gestire i rapporti con gli enti sopra citati per portare a termine la procedura. 

Tutto quanto sopra descritto può essere fatto tramite l’ausilio di un computer senza doversi obbligatoriamente recare alla sede del Registro delle Imprese.

Considerando il supporto di uno studio legale soprattutto per gli aspetti notarili (non si può non ricorrere ad un notaio), i tempi per l’apertura di una s.r.l. si aggirano intorno a otto - dieci giorni lavorativi. Se si tratta di un ufficio di rappresentanza o di una forma societaria più semplice, queste tempistiche possono diminuire ulteriormente.

 

Le società di capitali si dividono in:

  • società per azioni (SpA); 
  • società in accomandita per azioni (Sapa); 
  • società a responsabilità limitata (Srl); 
 
Le società di persone si dividono in:
  • Società semplice (S.s):sono formate da una pluralità di soci che rispondono solidamente e illimitatamente per le obbligazioni sociali; 
  • Società in nome collettivo (S.n.c.); 
  • Società in accomandita semplice (S.a.s.): sono caratterizzate dalla presenza di due soci:i soci accomandatari e i soci accomandanti.  
 
Vediamo in breve l'iter per aprire una società in Italia, tra le forme di società più utilizzate da parte di persone straniere:
  • La società a responsabilità limitata;
  • La società in accomandita semplice;
  • La ditta individuale;